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Programmi Comunitari

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Una crescita più intensa e maggiori posti di lavoro per tutte le regioni e città dell’Unione europea – questo messaggio sarà al centro della politica di coesione e dei suoi strumenti tra il 2007 e il 2013. Durante tale periodo i più grandi investimenti mai fatti dall’UE per il tramite di strumenti di coesione ammonteranno a € 308 miliardi (ai prezzi del 2004) con lo scopo di sostenere le agende regionali della crescita e di stimolare la creazione di posti di lavoro. L’82% dell’importo complessivo sarà concentrato sull’obiettivo “Convergenza” di cui possono fruire gli Stati membri e le regioni più poveri. Nelle regioni rimanenti, circa 16% dei Fondi strutturali verranno concentrati a sostegno dell'innovazione, dello sviluppo sostenibile, di una migliore accessibilità e di progetti di formazione contestualmente all’obiettivo “Competitività regionale e occupazione”. Un altro 2,5% sarà inoltre disponibile per la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale nel contesto dell’obiettivo “Cooperazione territoriale europea”.

La nuova programmazione comunitaria è il frutto di una pianificazione coordinata fra la Commissione europea e gli Stati membri. L’analisi dei risultati del periodo di programmazione 2000-2006, insieme con le nuove esigenze scaturite dall’ingresso nell’Unione europea di nuovi Stati, ha fatto emergere la necessità di apportare alcune modifiche alla programmazione, che sintetizziamo di seguito:

  1. armonizzazione delle politiche comunitarie, nazionali e regionali
  2. snellimento delle fasi di programmazione
  3. decentramento

Vediamo quali sono state le fasi della nuova programmazione per capire come si è cercato di realizzare i succitati cambiamenti.
La prima fase di programmazione culmina nella produzione degli “Orientamenti strategici comunitari in materia di coesione”, proposti dalla Commissione europea, ma elaborati in collaborazione con gli Stati membri, in cui si punta ad armonizzare gli obiettivi della politica di coesione con quelli dei singoli Fondi strutturali e della Strategia di Lisbona, nonché con gli indirizzi della Strategia europea per l’occupazione.
Su queste premesse, e sulla base del nuovo Regolamento sui Fondi strutturali, ogni singolo Stato ha elaborato un Quadro di riferimento strategico nazionale, sottoposto all’approvazione della Commissione, all’interno del quale vengono sviluppati gli obiettivi e le priorità della programmazione per il settennio 2007-2013. Tale documento, prodotto col contributo delle amministrazioni centrali e locali, assicura la sinergia delle politiche nazionali con gli “Orientamenti strategici in materia di coesione”. Il Quadro sostituisce i vecchi Quadri comunitari di sostegnoQCS: Il Quadro Comunitario di Sostegno (QCS) è un documento formale di programmazione dei Fondi Strutturali. Il Quadro Comunitario di Sostegno è attuato attraverso uno o più Programmi Operativi (PO) e assicura il coordinamento dell'insieme degli aiuti strutturali comunitari nelle regioni interessate

Quadro strategico nazionale
Gli strumenti con i quali i Quadri strategici nazionali realizzano le rispettive priorità sono i Programmi operativi. A differenza della passata programmazione non esistono più i Docup e i Complementi di Programmazione che, ricordiamo, servivano a dettagliare ulteriormente il contenuto dei programmi operativi; tale scelta è derivata dalla volontà di allegerire in maniera decisiva la gestione dei Fondi. I Programmi operativi, dunque, in assenza dei Complementi di Programmazione, rivestono oggi una doppia valenza, strategica e gestionale, con un peso maggiore di quella strategica. Gli stessi Programmi operativi, infatti, sono stati sottoposti ad opera di snellimento, in quanto i contenuti sono ripartiti solo in Assi prioritari, mentre non esiste più l’ulteriore suddivisione in Misure.

I programmi operativi previsti dal Quadro strategico nazionale sono di 4 tipi:

  1. Programmi operativi regionali (riportati nella pagina Leggi e strumenti regionali)
  2. Programmi operativi nazionali (riportati nella pagina Leggi e strumenti nazionali)
  3. Programmi operativi interregionali (riportati nelle pagine Leggi e strumenti regionali)
  4. Programmi operativi di cooperazione territoriale (riportati nelle pagine Aiuti all’internazionalizzazione)

Ricordiamo che ogni programma operativo può essere finanziato da un solo Fondo strutturale. Sia il FESR che il FSE, però, possono entro un limite del 10% di ogni Asse prioritario di un programma, finanziare azioni che rientrano nel campo d'intervento dell'altro fondo strutturale.

Il decentramento si traduce nel forte aumento di risorse finanziarie destinate alle regioni, nonché nell’aumento del peso decisionale in fase di programmazione strategica delle amministrazioni locali. Si veda a tal proposito la gestione dei programmi operativi interregionali, dove il ruolo pianificatorio delle regioni è particolarmente evidente.

In allegato un approfondimento sulle fasi della politica regionale in tema di Fondi Strutturali

Fonti: www.ponricerca.it e http://ec.europa.eu

Le Fasi della Poltica Regionale